• Alessandro Mandolla

Magistrati onorari: ora una sentenza li considera come dipendenti

Sono sempre più insostituibili, il tribunale di Sassari dà torto al ministero della giustizia che non li considera come lavoratori subordinati


Sono per lo più avvocati, reclutati non per concorso ma per i titoli, con contratti a tempo ma prorogati di continuo, pagati a cottimo e senza malattia, né pensione e né ferie, e sono sempre di più il pilastro su cui fa affidamento il sistema giudiziario.

Questi avvocati (sono stimati intorno ai 5500 di cui quasi 1800 VPO, ovvero viceprocuratori onorari) fanno parte della pubblica accusa in udienze che riguardano reati di competenza del Giudice di pace e del Giudice monocratico. Ora dalla giudice del lavoro di Sassari Maria Angioni arriva una sentenza che attesta la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato di fatto tra VPO e ministero e questo rapporto di lavoro inizia esattamente dalla "dalla data di immissione delle funzioni di VPO".


Il problema dei cancellieri


E' particolarmente urgente anche la situazione dei cancellieri. Sono pochi, troppo pochi (la corte di Appello di Milano lavora con un numero di cancellieri al di sotto della media europea del 30%) e con un pesante aggravio di competenze dato che spesso si devono occupare di questioni legate alla gestione edilizia visto che è molto difficile che i tribunali possano avvalersi di professionisti come geometri, ingegneri e architetti.

I ministri della giustizia Orlando, governo Renzi e Gentiloni, e Bonafede, governo attuale, hanno ripreso le assunzioni di cancellieri, ma i numeri in entrata sono inferiori ai numeri in uscita per via del pensionamento, con il risultato che i cancellieri vengono strattonati dai vari tribunali che altrimenti rischierebbero addirittura di ritrovarsi senza.

E' una situazione vicina al collasso quella delle cancellerie tanto è vero che i presidenti di varie sezioni penali hanno scritto al coordinatore Giuseppe Ondei dicendo che se la situazione non dovesse cambiare si ritroverebbero costretti a fare processi solo dove sono previsti detenuti.

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